Medihospes - Natale di Roma: così Testaccio celebra l’inclusione di migranti e persone senza dimora con musica, mostre e pranzi sociali

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COMUNICATO STAMPA

Natale di Roma: così Testaccio celebra l’inclusione di migranti e persone senza dimora con musica, mostre e pranzi sociali
Venerdì 21 aprile alla Città dell’Altra Economia la Medihospes, insieme al Comune e all’associazionismo capitolino, organizza una giornata di solidarietà e integrazione rivolta alla cittadinanza, alle persone senza dimora e ai rifugiati: musica, mostre, recital, pranzo sociale alla base dell’iniziativa per dire “Stop” a pregiudizi e barriere

Uniti per l’inclusione e contro lo spreco alimentare. Con questo slogan la cooperativa sociale Medihospes, in collaborazione con il Comune di Roma, associazioni e realtà del terzo settore, ha organizzato per venerdì 21 aprile, dalle ore 11, l’evento “Natale di Roma, dai voce a quello che conta”. A ospitare cittadini, persone senza dimora e beneficiari dei centri SAI sarà lo spazio della Città dell’Altra Economia, in largo Dino Frisullo 1. 
Venerdì sarà dunque una giornata all’insegna dell’integrazione, della cultura, del dialogo e della conoscenza reciproca tramite laboratori, mostre fotografiche, concerti e un pranzo sociale preparato dagli stessi operatori della Medihospes aiutati ai fornelli dal Collettivo Gastronomico Testaccio. 
La scelta del 21 aprile non è casuale. Oltre a coincidere con il Natale di Roma, è il giorno che annuncia la fine di un servizio molto importante per la città: l’allestimento di una tensostruttura, gestita anche in collaborazione con la Medihospes, per dare riparo e un pasto caldo alle persone fragili durante i mesi invernali.
L’evento segue a distanza di un anno l’incontro, informale, organizzato sempre all’interno della tensostruttura a Testaccio quando la cooperativa sociale ha pensato di organizzare un momento conviviale a tavola con gli ospiti della struttura. In quell’occasione, oltre alla condivisione del pasto, si è stati tutti insieme condividendo esperienze, tradizioni e sentimenti tramite anche il gioco.
Venerdì si vuole replicare allargando a tutta la cittadinanza l’invito con lo scopo di abbattere  barriere ideologiche e pregiudizi intorno al mondo dell’accoglienza e dell’inclusione delle persone in stato di fragilità socio-economica. “Ma non è l’unica ragione: spesso chi ha bisogno di aiuto tende a nascondersi evitando sistemi di accoglienza più strutturati per tantissimi motivi diversi – spiega Paolo Berti, Coordinatore Area Marginalità Sociale – e così abbiamo visto come questa tipologia di eventi li aiuti a trovare il coraggio e chiedere una mano con il risultato di tirare via dalla strada le persone e reimmetterle nel tessuto sociale cittadino”.
In questa giornata di festa si parlerà anche del progetto Strada Maestra portato avanti da Arci Solidarietà e Binario 95, culminato nella pubblicazione di un libricino con, all’interno, le storie di persone senza dimora e in una mostra fotografica. Mostra che sarà allestita in uno spazio della Città dell’Altra Economia insieme a uno stand contro lo spreco alimentare preparato dall’associazione Fusilli.
A prender parte al “Natale di Roma, dai voce a quello che conta” sarà anche una cinquantina di beneficiari dei centri Bakhita e Dalia fra cui diversi nuclei familiari con minori al seguito. I bambini si esibiranno cantando Supereroi di Mr. Rain, canzone di successo all’ultimo Festival di Sanremo. Sullo sfondo la scenografia da loro stessi preparata in mattinata grazie all’aiuto degli operatori della Medihospes. Sempre in tema musicale l’associazione Piccole Risonanze suonerà dal vivo brani tratti dalla tradizione folkloristica italiana. A chiudere le performance il monologo di un beneficiario del centro di marginalità sociale Somaini.
Non potrebbe essere una festa a tutti gli effetti senza il momento principe della convivialità: il pranzo. Grazie ai cuochi del Collettivo Gastronomico Testaccio, ed ai numerosi operatori della Medihospes che collaboreranno, si prevede un ricco menu: dalla pasta fredda all’arrosto di tacchino, dalle specialità curde (come le zuppe) portate dall’associazione Ararat fino a piatti a base di pollo e abbacchio. Senza dimenticare frutta e dolci.


 


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